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    ONGOING PROJECTS
    TB Conversations
    [== TB == Conversations =]
    VAI AL PROGETTO

    A cura di Claudia Santeroni



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    The Blank Conversation è un progetto dedicato ad artisti under 35 e si è articolato su due anni, 2014 e 2015, rispettivamente dedicati ad artisti italiani e stranieri. Il progetto prevede che gli artisti trascorrano un breve periodo a Bergamo, ospiti della Residenza di The Blank.
    Durante il loro soggiorno conoscono le principali realtà culturali del territorio e si interfacciano con lo staff di The Blank.
    La permanenza viene documentata fotograficamente e il materiale raccolto convogliato in una piccola pubblicazione dedicata, bilingue, che racconta dell’esperienza e offre una sintesi della ricerca degli artisti coinvolti.

    TB Hospitality
    [=== TB ==== Hospitality =]
    VAI AL PROGETTO

    In partnership con

    logo_thatscontemporary_magenta1

    Con il contributo di

    cariplo

    Nell’ambito del progetto

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        [== LINK ==]

    The Blank offre a tutti gli appassionati d’arte, creativi e operatori culturali, la possibilità di vivere un soggiorno particolare a Bergamo, con un servizio di ospitalità nella residenza di The Blank, in Via G. Quarenghi 50, a due minuti dalla stazione dei treni e dalla centralissima via XX Settembre.

    The Blank è un’Associazione culturale composta da persone che si occupano di arte contemporanea e, su richiesta, è in grado di mettere a disposizione operatori, curatori e artisti per scoprire la città come mai prima d’ora. Un team specializzato sarà a disposizione per disegnare il miglior percorso in base agli interessi culturali di ognuno.

    The Blank Hospitality è parte del progetto Art in Network, realizzato in partnership con l’associazione That’s Contemporary e sviluppato nell’ambito del progetto fUNDER35 di Fondazione Cariplo.

    Per informazioni
    info@theblankresidency.it

    WHAT'S ON
    NEWSLETTER SETTEMBRE 2020 | ALICE TIPPIT
    NEWSLETTER SETTEMBRE 2020 | ALICE TIPPIT

    NEWSLETTER SETTEMBRE 2020



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    Alice Tippit
    Dress
    2019
    Olio su tela
    18 x 22 pollici
    Photo credit: Evan Jenkins

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON ALICE TIPPIT

    Penso spesso alla fisicità di un dipinto, simile a quella di una conchiglia. Entrambi sono composti da strati di liquido sottile che si indurisce con il tempo. Prendere ad esempio le Xenophoridae, una specie di lumache di mare che si attacca gli oggetti, principalmente altri gusci, a propri intervalli regolari. L’effetto non è diverso da una corona, con punte che risultano poco invitanti per i predatori. I dipinti non hanno questo bisogno di scoraggiare. Essi estendono invece un invito, anche se ciò che ne uscirà dipende da ciò che si porta con sé. Le connessioni sono di nostra produzione.

    NEWSLETTER OTTOBRE 2020 | SARAH FAUX
    NEWSLETTER OTTOBRE 2020 | SARAH FAUX

    NEWSLETTER OTTOBRE 2020



        [== LINK ==]

    Sarah Faux
    Sleeping Arrangements
    2019
    Olio su tela
    80 x 70 pollici
    Courtesy dell’artista e M+B
    Photo credit: Brad Farwell

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON SARAH FAUX

    Come evitare di dipingere un volto:

    Dipingi la testa rivolta altrove.
    Dipingi semplicemente un’altra parte del corpo.
    Taglia il corpo all’altezza delle spalle.
    Taglialo anche all’altezza delle gambe, fallo sembrare più naturale, così che non manchi solo la testa.

    Un torso può essere una faccia.
    Una faccia può essere un paesaggio.
    Getta un braccio su quel volto.
    Disegna una faccia da cartone animato dove dovrebbe esserci il viso.
    Dipingi solo le ombre.
    Lascialo vuoto.

    NEWSLETTER AGOSTO 2020 | GIOVANNI KRONENBERG
    NEWSLETTER AGOSTO 2020 | GIOVANNI KRONENBERG

    Giovanni Kronenberg
    Senza Titolo
    2019
    Stella marina, foglia oro 22 k
    Courtesy l’artista, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano e Z2o Sara Zanin Gallery, Roma
    Photo credits: Cosimo Filippini

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON GIOVANNI KRONENBERG

    Il problema è prevenire che l’arte diventi una promozione per qualsiasi cosa non sia la sua stessa sorprendente esistenza. Il problema è tenerla indigeribile per tanto tempo quanto risulta possibile, per ritardare il suo uso come formulazione critica. Il problema è lasciare l’arte da sola, rallentare la sua trasmutazione in retorica. Perché l’arte voleva rompere le categorie e si ritrova a stabilirne rapidamente di nuove. L’arte viene trasformata in argomentazione. Diventa addomesticata, perde il suo potenziale di disorientamento; ci riproietta verso la certezza, rinforza la certezza.

    VIOLET DENNISON
    NEWSLETTER LUGLIO 2020
    VIOLET DENNISON

    Violet Dennison
    Chapter Four: Disappointment
    2019
    Installation view, Kunstverein Freiburg
    Courtesy Kunstverein Freiburg e l’artista
    Photo credit: Marc Doradzillo

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON VIOLET DENNISON

    La scultura “Disappointment Epilogue” (2019) è un contenitore aperto. La sua struttura annodata è stata creata traducendo il mio libro di memorie in un codice binario. La scultura funziona sia come messaggio cifrato, sia come materializzazione dell’artista. È una nozione di corpo liberata in cui la copia esiste come aura.

    Dietro alla scultura si trova “Divination 2” (2019). Quest’opera trasmette un audio crittografato, per mezzo della tecnologia data-over-sound, attraverso una rete di altoparlanti per iPhone. Il contenuto dell’audio è una divinazione della vita dell’artista attraverso un mezzo spirituale.

    NOEL MCKENNA
    NEWSLETTER GIUGNO 2020
    NOEL MCKENNA

    Noel McKenna
    Road by Sea
    2019
    Olio su compensato
    42 x 44 cm
    Courtesy l’artista e
    mother’s tankstation Dublino | Londra

    THE BLANK CONTEPORARY ART
    99 PAROLE CON NOEL MCKENNA

    Il dipinto si riferisce al luogo dove la terra incontra il mare, luogo che si presta al dramma ma non sempre. In Road by Sea il mare è piatto, la strada è vuota. Mi piace guardare il mare, ma non mi piace più di tanto starvi dentro o sopra.
    Il dipinto ha attraversato molte fasi, modifiche, una volta una barca a vela appariva all’orizzonte, una volta un cartello stradale e un ciclista sulla strada.

    VEIT LAURENT KURZ
    NEWSLETTER MAGGIO 2020
    VEIT LAURENT KURZ

    Chernobyl “Lava” – massa detta “Piede d’elefante”
    1990
    Fonte: Khlopin Radium Institute

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON VEIT LAURENT KURZ

    Fantasmi

    I fantasmi che vedo sono di una diversa Natura.

    Non è l’impronta di uno spirito scomparso

    Di umani o animali

    È la raccolta di particelle

    in forme e corpi Invisibili.

    Quei corpi trovano vita attraverso i miei pensieri

    Vengono all’improvviso

    e se ne vanno quando decidono loro.

    Mi è stato detto che sono invenzioni

    Ma sono logici

    Logica universale.

    Sento le loro tracce, entità di vario genere.

    Comunico attraverso la mia paura,

    E Proteggo me stesso attraverso la ripetizione.

    All’inizio i fantasmi erano nostalgici

    fino a quando non si sono trasformati in natura

    Trasformati in latte, funghi o latticini

    li hanno abbandonati

    e si sono trasformati in materia universale

    molecole di ogni tipo

    Nuovi fantasmi furono creati

    e incontrarono la paura

    MAYA ZACK
    NEWSLETTER APRILE 2020
    MAYA ZACK

    Maya Zack
    Black and White Rule
    HD video, 17:45 min
    2011
    Courtesy l’artista e
    Galleria Marie-Laure Fleisch, Bruxelles

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON MAYA ZACK

    Il video Black and White Rule dell’artista Maya Zack è la seconda parte della sua Memory-Trilogy. Ha a che vedere con il tentativo dell’uomo di imporre ordine e forma alla realtà attraverso procedure di addestramento e disciplina.
    Su una scacchiera di grandi dimensioni due barboncini si sottomettono agli ordini del loro addestratore mentre, attraverso l’uso di una camera oscura, le loro azioni vengono monitorate e registrate da un’impiegata nel suo ufficio situato accanto alla scacchiera. Ad un certo punto la routine ordinaria viene interrotta…
    Black and White Rule è un’esperienza visiva e un omaggio all’arte del disegno.

    DAFNA MAIMON
    NEWSLETTER MARZO 2020
    DAFNA MAIMON

    Dafna Maimon
    Frame e dialogo da “Indigestibles: And Then There’s Today / Can Us Hear Us”
    Video in 4K e installazione immersiva
    2020
    Courtesy l’artista

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON DAFNA MAIMON

    Il protagonista sta guardando un report ininterrotto sulla morte dell’ultimo orangotango. È anche arrabbiata per essersi dovuta alzare due volte dal divano per rispondere al telefono, entrambe le volte a sua madre che chiamava per sbaglio. Il suo frigorifero è pieno di carni lavorate che divora tutto il giorno senza pausa, mentre il suo intestino invia rutti S.O.S. contenenti i seguenti messaggi urgenti:

    noi non ci capiamo? ci capiamo?
    possiamo sentirci?
    uh, noi.. diciamoci.. che, noi come noi..
    ciao? ciao. ciao?
    possiamo fermarci?

    MARCELLO MALOBERTI
    NEWSLETTER FEBBRAIO 2020
    MARCELLO MALOBERTI
        [== LINK ==]

    Marcello Maloberti
    SE PERDO ME TROVO TE /
    IF I LOSE ME I FIND YOU
    Martellate, 2020
    courtesy l’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON MARCELLO MALOBERTI

    IL MIO LAVORO NASCE DA UNO SPAVENTO

    IRENE FENARA | TÈ E BISCOTTI
    IRENE FENARA | TÈ E BISCOTTI

    THE BLANK KITCHEN
    IRENE FENARA
    TÈ E BISCOTTI
    Venerdì 24 gennaio 2020, ore 9:30-12
    Studio di Irene Fenara
    Fondazione Collegio Artistico Venturoli
    via Centotrecento 4, Bologna



        [== LINK ==]

    Venerdì 24 gennaio, The Blank propone The Blank Kitchen | Irene Fenara – Tè e biscotti, appuntamento culinario organizzato in occasione della Bologna Art Week presso lo studio di Irene Fenara a Bologna dalle 9:30 alle 12:00.

    The Blank Kitchen nasce con il desiderio di far entrare alcuni dei più interessanti artisti del panorama internazionale in relazione con gli appassionati d’arte e i curiosi attraverso uno strumento trasversale e conviviale come quello del cibo e della cucina.

    Nata a Bologna nel 1990, Irene Fenara è un’artista italiana che lavora soprattutto con la video installazione e la sperimentazione fotografica, incentrata sull’interazione con le fotocamere di sorveglianza. La sua ricerca indaga il concetto di tempo e memoria, lavorando con immagini che ribaltano i punti di vista e generano situazioni di disorientamento spaziale, “con un occhio rivolto alle tecnologie e l’altro al cielo”.

    © THE BLANK 2020
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